domenica 21 giugno 2026

IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE ANNO A

Sapete una cosa curiosa? Noi pensiamo sempre che la Bibbia racconti il passato. Uno apre la Genesi e dice: "Adesso vediamo come è nato il mondo". No. La Bibbia fa un'operazione molto più intelligente. 

Ti parla del passato... per raccontarti il presente. Prendete il racconto di Noè. Noi ce lo immaginiamo come nei libri per bambini: gli elefanti in fila, le giraffe che non sanno dove mettere il collo, le colombe, l'arcobaleno... tutto molto poetico. Ma chi ha scritto questa pagina non aveva in mente uno zoo galleggiante. L'ha scritta mentre era in esilio a Babilonia. Gerusalemme era stata distrutta. Il popolo era stato massacrato. Era sopravvissuto solo un piccolo gruppo. Una tragedia immensa. E allora si domanda: "Ma cos'è successo? Dio dov'era?" E invece di scrivere un trattato di filosofia inventa una storia. Perché le storie arrivano dove i ragionamenti si fermano. Ed ecco il diluvio. Solo che il punto non è l'acqua. Il diluvio era già arrivato. Quando gli uomini cominciano a farsi la guerra... il diluvio è già cominciato. Quando una famiglia si distrugge... il diluvio è già cominciato. Quando uno pensa solo a sé... il diluvio è già cominciato. L'acqua è soltanto il disegno. Il diluvio vero è il male che gli uomini riversano gli uni sugli altri. E guardate che la Bibbia è di un realismo impressionante. La settimana scorsa c'era il giardino dell'Eden. Tutto bello. Tutto armonioso. Uno pensa: "Finalmente." Pagina dopo... Caino ammazza Abele. La Bibbia non perde tempo. Come dire: Dio ti ha dato un giardino da custodire... e tu il primo attrezzo che trovi lo usi per colpire tuo fratello. Che sarebbe anche una buona definizione della storia dell'umanità. Eppure c'è una cosa stranissima. Dio difende Abele... ma protegge anche Caino. Perché? Perché se rispondi alla violenza con altra violenza, non hai costruito il paradiso. Hai solo cambiato chi tira i pugni. Poi il male cresce sempre di più. La Genesi dice una frase tremenda: ogni pensiero del cuore dell'uomo era soltanto male. Che, tradotto oggi, significa: accendi il telegiornale. A questo punto Dio si pente di aver creato l'uomo. Poi si pente di essersi pentito. Che è una frase bellissima. Perché sembra quasi dire che perfino Dio, davanti  all'uomo, continua a sperare. E ricomincia da uno solo. Noè. Non perché fosse perfetto. Ma perché era rimasto umano. E qui arriva la parte sorprendente. Noi vorremmo un Dio che ogni tanto desse una bella ripulita al mondo. Un altro diluvio. Via tutti. Quante volte lo diciamo? "Quello lì..." "Quell'altro..." "Questi andrebbero..." Lo diciamo tutti. Anche gli ebrei in esilio lo pensavano. Poi, mentre scrivono questa pagina, fanno una scoperta incredibile. Se Dio eliminasse tutti... il problema non sarebbe risolto. Perché il problema ce lo portiamo dentro. Infatti, finisce il diluvio... e i figli di Noè sono peggio di quelli morti. Meraviglioso. La Bibbia è spietata. Non dice mai: "E vissero tutti felici e contenti." Dice: "Non avete ancora capito." Pensate al Covid. Ve lo ricordate? "Niente sarà più come prima." "Ne usciremo migliori." Cinque minuti dopo litigavamo già per il parcheggio. La Bibbia non racconta il passato. Racconta noi. E allora Dio cambia strategia. Non cambia il mondo. Cambia il cuore. Fa un'alleanza. E mette nel cielo un arcobaleno. Noi lo guardiamo e diciamo: "Che bello." Gli ebrei guardavano la forma. È un arco. L'arco della guerra. Solo che Dio lo appende. Come un soldato che dice: basta. E non solo. L'arco è rivolto verso il cielo. Come se Dio dicesse: piuttosto che colpire voi... colpirà me. Ed è esattamente quello che farà Gesù. La croce è il punto in cui Dio mantiene quella promessa. Arriviamo così al Vangelo. Chiedono a Gesù: "Quando arriverà il Regno di Dio?" Noi aspettiamo sempre un grande evento. Gesù risponde in modo quasi deludente. Mangiavano. Bevevano. Si sposavano. Compravano. Vendevano. Costruivano. Cioè... vivevano. Il problema non è quello che fai. È come lo fai. Noè faceva esattamente le stesse cose degli altri. Solo che le faceva da uomo giusto. E allora capisci una cosa. Puoi fare la spesa con lo spirito di Caino. Puoi fare la spesa con lo spirito di Cristo. Puoi costruire una casa con lo spirito di Caino. Puoi costruire una famiglia con lo spirito di Cristo. Puoi perfino venire in chiesa con lo spirito di Caino. Oppure con quello del Figlio dell'Uomo. Ecco perché san Paolo dice: camminate secondo lo Spirito e non secondo la carne. Cioè: mangiare, lavorare, sposarsi, costruire... va benissimo. Il problema è quando tutto gira soltanto intorno a me. Questo vuol dire vivere secondo la carne. Ed eccoci all'Eucaristia. Noi veniamo qui pensando di fare qualcosa per Dio. In realtà è Dio che continua a fare qualcosa per noi. Continua a donarci la sua vita. Perché ogni volta che uno sceglie di fare il bene in mezzo al male, succede una cosa meravigliosa. Il diluvio arretra di qualche centimetro. E il Regno di Dio avanza.