Non è un caso che la Parola di quest’ultima domenica dopo l’Epifania detta “del perdono” ci parli di un Dio che non si stanca di amare, anche quando noi ci stanchiamo di Lui.
Non è un caso che la Parola di quest’ultima domenica dopo l’Epifania detta “del perdono” ci parli di un Dio che non si stanca di amare, anche quando noi ci stanchiamo di Lui.
Le letture di oggi nascono tutte da situazioni complicate, sporche, ferite.
Ci sono momenti nella vita in cui ci sentiamo esattamente così: su una barca, in mezzo al mare in tempesta, con il vento contrario.
La riflessione che mi permetto oggi di proporvi nasce dalla contemplazione di questa bellissima scena evangelica. Senza entrare nei particolari e nella sua spiegazione che farò nell’incontro di lunedì sera, è
Nel rito ambrosiano il tempo che stiamo vivendo si chiama “dopo l’Epifania”. Non è una semplice indicazione cronologica, ma una chiave di lettura. L’Epifania, infatti, non è una festa che si esaurisce in un solo giorno: comprende le prime grandi manifestazioni della divinità di Gesù che vengono diluite nel corso delle domeniche: dopo l’adorazione dei Magi, domenica scorsa il Battesimo al Giordano e, oggi, le nozze di Cana.
Un detto popolare dice che “l’Epifania tutte le feste le
porta via”.
Forse poteva essere vero un tempo, quando il 6 gennaio raccoglieva in sé tutte
le prime epifanie del Signore: l’adorazione dei Magi, il Battesimo di Gesù
al Giordano, le nozze di Cana, il prodigio dei pani
La liturgia di questa domenica ci fa fare un salto improvviso nel tempo: trenta anni in avanti. Lasciamo il Bambino di Betlemme e incontriamo Gesù adulto, nella sinagoga di Nazaret, mentre pronuncia il suo primo discorso pubblico. È il momento in cui Gesù mette le carte in tavola e dichiara apertamente il
Solennità della Circoncisione di Gesù – Giornata mondiale della pace
Per noi cristiani, questo primo giorno dell’anno non è semplicemente l’inizio di un nuovo calendario. È ancora tempo di Natale, siamo dentro l’Ottava, che si concluderà domani. Natale e Pasqua, nella liturgia, non durano un solo giorno, ma otto: perché l’otto è il numero della risurrezione e
Celebriamo oggi il quarto giorno dell’Ottava di Natale. Natale e Pasqua sono feste così importanti che la Chiesa non si accontenta di un solo giorno: li prolunga per otto giorni, per restarci dentro più a lungo. Otto non è un numero casuale: nella settimana di sette giorni, l’ottavo è il giorno che va oltre il
MESSA NELLA NOTTE
Questa notte, nel buio che avvolge le nostre città, la Chiesa proclama una parola forte, provocatoria e carica di speranza, che diventa ancora più incisiva a pochi giorni dal termine del Giubileo di quest’anno che ci ha spronato ad essere pellegrini di speranza: “Oggi la luce risplende su di noi”.
Nel rito ambrosiano, la sesta domenica di Avvento corrisponde alla festa che, nel rito romano, si celebra l’1 gennaio, solo che, nel rito romano, si chiama Solennità di Maria Madre di Dio, mentre nel rito ambrosiano si chiama della Divina maternità di Maria, che è la stessa cosa, ma con un’aggiunta: festa
Le letture di questa quinta domenica di Avvento ci invitano a fare un passaggio decisivo: uscire dal “prima” ed entrare nel “dopo”, dal prima di Cristo al dopo Cristo. Cosa vuol dire? Nel vangelo di oggi, che è la conclusione del prologo del quarto vangelo, l’evangelista scrive: “Dio nessuno lo ha mai
L’Immacolata Concezione ci mette davanti a una storia che sembra quasi impossibile: una ragazza, Maria, l’unica creatura che fin dal primo battito nel grembo di sua madre è nata senza quella frattura interiore che chiamiamo “peccato originale”.
Ascoltare in Avvento il Vangelo della Domenica delle Palme fa sempre un certo effetto. Sembra quasi un fuori programma. Eppure per noi ambrosiani è un appuntamento fisso: alla quarta domenica di
L’Avvento ci introduce nel cuore di uno dei misteri più profondi della fede: vivere tra ciò che Dio ha già iniziato e ciò che non ha ancora portato a compimento. Cioè, a guardare la realtà nell’ottica del “già e non ancora”. Provo a spiegarmi meglio rileggendo con voi la Parola di Dio che è stata proclamata.