Abbiamo letto il dialogo tra
Ponzio Pilato e Gesù, e nella lettura il dialogo tra il Re Davide e il profeta
Natan. Davide si stava riposando dopo le tante battaglie e voleva ringraziare
il Signore che gli aveva permesso di uccidere tutti i suoi nemici, e allora
esprime il desiderio di costruire a Dio una casa. Natan gli riferisce che non
sarà lui a costruirla, infatti sarà suo figlio Salomone che costruirà il
magnifico tempio di Gerusalemme, però Natan parlava di un discendente che
avrebbe regnato come re per sempre considerato da Dio come suo figlio: io sarò
per lui padre ed egli sarà per me figlio. Questo discendente di Davide è Gesù,
chiamato infatti figlio di Davide, che chiama Dio col nome di
domenica 9 novembre 2014
domenica 2 novembre 2014
COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI SCHEMA A 2014
Proviamo a ripercorrere le parole di Gesù che abbiamo ascoltato, molto illuminanti. Gesù sta spiegando qual è il potere di Dio, e ci accorgeremo che è ben diverso da quello che abbiamo in mente noi. Anzitutto è quello di risuscitare i morti e di dare la vita. Ma i morti non sono solo quelli che sono al cimitero, ma siamo anche noi che siamo vivi, ma viviamo da morti, nell’angoscia, nella tristezza, perché non conosciamo Dio. Se invece capisco che Dio è Padre che da la vita, e non la morte, sennò sarebbe un criminale, io risuscito già adesso, perché vuol dire che da lui vengo a lui ritorno, e quindi che la morte non esiste. E il Figlio cosa fa?
sabato 1 novembre 2014
SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI 2014
Le beatitudini sono il ritratto di Gesù. Gesù è povero in spirito, perchè vive con lo spirito del Padre, sa di essere figlio, che tutto è un dono, dona tutto se stesso ai fratelli e quindi non ha più nulla. E’ afflitto, perché il suo amore non viene compreso. E’ mite, perché risponde al male col bene. Ha fame e sete della giustizia, ma della giustizia di Dio, e Dio è giusto perché mantiene la sua promessa di salvarci, non di ucciderci, e dunque Gesù vive la sua vita donando a tutti l’amore che ha ricevuto dal Padre. E’ misericordioso perché sente le sofferenze degli altri, ne prova compassione e agisce di conseguenza. E’ puro di cuore perché vede le cose come le vede Dio, con l’amore di Dio, e non
domenica 26 ottobre 2014
I DOMENICA DOPO DEDICAZIONE ANNO A 2014
Mi piace molto l’immagine di Gesù risorto che apre la mente dei suoi discepoli a comprendere le Scritture.
La traduzione esatta dal greco sarebbe che cerca di spaccare la testa dei suoi discepoli, per dire come essi, sino alla fine, erano duri di comprendonia, faticavano a capire quello che Gesù aveva fatto, anche dopo la sua risurrezione, un po’ come noi dopo duemila anni. Egli ha compiuto le cose dette da Mosè, dai Profeti e scritte nei salmi. Cioè, quelle cose ancora oscure scritte nei libri dell’AT, Gesù le svela e le realizza. Morendo sulla croce rivela il vero volto di Dio, la passione di Dio per gli uomini,
La traduzione esatta dal greco sarebbe che cerca di spaccare la testa dei suoi discepoli, per dire come essi, sino alla fine, erano duri di comprendonia, faticavano a capire quello che Gesù aveva fatto, anche dopo la sua risurrezione, un po’ come noi dopo duemila anni. Egli ha compiuto le cose dette da Mosè, dai Profeti e scritte nei salmi. Cioè, quelle cose ancora oscure scritte nei libri dell’AT, Gesù le svela e le realizza. Morendo sulla croce rivela il vero volto di Dio, la passione di Dio per gli uomini,
domenica 19 ottobre 2014
DEDICAZIONE DELLA CHIESA CATTEDRALE
La festa di oggi è ricca di rimandi simbolici molto
significativi. Il Duomo di Milano è cattedrale, ovvero sede della cattedra del
Vescovo, dove il Vescovo insegna, e il
Vescovo è successore degli Apostoli, come gli altri vescovi riuniti a Roma dove
oggi si conclude la prima fase del Sinodo sulla Famiglia e viene beatificato
Paolo VI, che fu arcivescovo della diocesi di Milano a cui noi apparteniamo per
otto anni, fino a quando divenne Papa nel 1963 e concluse i lavori del Concilio
Vaticano II. Apostolo, vescovo, diocesi, sinodo, concilio: quanti rimandi
queste parole, rimandi ad una realtà più grande, che ha più di duemila anni di
storia, e cioè la Chiesa, alla quale tutti apparteniamo, perché la Chiesa è il
popolo di Dio, dei battezzati, dei discepoli di Gesù, il suo
domenica 12 ottobre 2014
VII DOMENICA DOPO IL MARTIRIO ANNO A 2014
Il tempo dopo Pentecoste volge al termine. E’ iniziato a Pentecoste, l’otto giugno, e per più di dieci settimane, che per molti hanno coinciso con le vacanze, la Parola di Dio della domenica ci ha condotto come ogni anno a vedere in che modo nella Bibbia Dio pian piano rivela il suo volto di amore e la sua volontà di salvezza, fino ad arrivare a quando Giovanni Battista annuncia che Gesù è colui che ci fa vedere pienamente il vero volto di Dio, e così sono iniziate le settimane dopo il Martirio di san Giovanni e che oggi si concludono, nelle quali, di domenica in domenica, abbiamo visto come il Dio di Gesù è ben diverso da quello che abbiamo in mente noi. Domenica prossima,
domenica 5 ottobre 2014
VI DOMENICA DOPO IL MARTIRIO ANNO A 2014
Chi ha sempre partecipato alle messe domenicali di queste
domeniche del tempo che nel nostro rito Ambrosiano si chiama dopo il Martirio
di San Giovanni Battista, si è accorto che letture ci hanno aiutato pian piano
a rispondere alla domanda che nel Vangelo della prima domenica si faceva il re
Erode a proposito di Gesù: si chiedeva chi fosse quell’uomo, cercava di
vederlo, di incontrarlo, così come nel Vangelo di due domeniche fa anche la
folla cercava di vedere e incontrare Gesù, era alla sua ricerca. Una cosa che
di per sè è bellissima e fondamentale, cercare Gesù. Il punto è capire perché
lo cerco. Erode lo cercava perché voleva imparare il segreto per fare i
miracoli anche lui, e quando alla fine del Vangelo se lo ritroverà davanti gli
domenica 28 settembre 2014
V DOMENICA DOPO IL MARTIRIO ANNO A 2014
Chi è sempre venuto a messa in queste cinque domeniche che
nel nostro rito ambrosiano si chiamano “dopo il Martirio di san Giovanni
Battista” si è accorto che le letture ci stanno aiutando a trovare risposta
alla domanda che nel vangelo della prima domenica il re Erode si poneva davanti
a Gesù, e cioè chi è Gesù, e di conseguenza chi è Dio. Domande fondamentali
perché non serve a niente credere che Gesù è il Figlio di Dio o credere che Dio
esiste se poi la mia vita va avanti lo stesso come se Dio non ci fosse. Nel
vangelo di oggi Gesù ripete esattamente le stesse parole contenute nel
Deuteronomio e dice che il comandamento più grande consiste nell’amare Dio con
tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze, con tutta la mente, cioè
fare in
domenica 21 settembre 2014
IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO ANNO A 2014
Le letture di queste domeniche dopo il Martirio di san
Giovanni Battista ci stanno aiutando a rispondere alla domanda che si faceva il
re Erode nel vangelo di quattro domeniche fa, e cioè chi è Gesù. Come chi è
Gesù, diciamo noi? Noi lo sappiamo chi è, lo diciamo sempre nel Credo: Gesù è
il Figlio di Dio. Ma noi non sappiamo chi è Dio: è Gesù che ce lo dice. E la
cosa bella, se ascoltiamo quello che dice Gesù e ci crediamo, è scoprire che
Dio è molto diverso da quello che abbiamo in mente noi. Se tu squarciassi i
cieli e scendessi, diceva il profeta Isaia facendosi voce del popolo d’Israele
che tanto per cambiare stava vivendo un momento molto difficile della sua
storia, come sono difficili tanti nostri momenti della vita: Gerusalemme era
stata distrutta
lunedì 15 settembre 2014
MADONNA ADDOLORATA
Il giorno dopo la festa dell’esaltazione della croce la Chiesa celebra la memoria di Maria addolorata che
piange la morte del Figlio Gesù e che diventa simbolo di tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito
per le croci più disparate che accadono nella vita di ciascuno. Così come il brano delle Lamentazioni
ascoltato come lettura esprime bene la sofferenza che diventa preghiera di un popolo che rivolge a Dio il
suo grido: Gerusalemme era stata distrutta dai babilonesi e in questo libro della Bibbia la città è paragonata
a una madre che soffre per la perdita del marito e dei figli. Dunque, quella di oggi, è una memoria nella
quale la Chiesa vuole a sua volta raccogliere tutte le grida di dolore che salgono dalla terra e implorano da
Dio il soccorso,
domenica 14 settembre 2014
FESTA DELLA ESALTAZIONE DELLA CROCE
La terza domenica dopo il Martirio di san Giovanni Battista di quest’anno coincide con la festa
dell’esaltazione della croce, un festa che fu celebrata per la prima volta nell’anno 335 quando a
Gerusalemme, sopra il sepolcro di Gesù, fu eretta la basilica della Risurrezione. Ed è una felice coincidenza,
perché le letture delle domeniche dopo il Martirio vogliono aiutarci a rispondere alla domanda di Erode che
due domeniche fa leggevamo nel vangelo: chi è costui, chi è Gesù e, di conseguenza, chi è Dio? E la festa di
oggi, in particolare il breve brano di vangelo che abbiamo ascoltato, ci da una risposta che continua anche
oggi, dopo 2000 anni, ad essere sempre splendida e insieme sconvolgente. Noi siamo talmente assuefatti
che rischiamo di passare
domenica 7 settembre 2014
II DOMENICA DOPO IL MARTIRIO ANNO A 2014
Ricordate domenica scorsa la domanda che faceva il re Erode riferendosi a Gesù? Si chiedeva: chi è costui?
Ecco, le letture delle domeniche del tempo dopo il martirio di san Giovanni vogliono aiutarci a rispondere a
questa domanda importantissima, perché tutti corriamo il rischio di pensare Dio a modo nostro, e invece
Gesù è colui che ci rivela, ci fa capire chi è Dio veramente. E nel vangelo di oggi Gesù dice che Dio è Padre,
che il Padre ama il Figlio e il Figlio ama il Padre e fa quel che vede fare dal Padre. Il Padre ama tutti i suoi
figli e perciò Gesù ama tutti i fratelli, e così siamo chiamati a fare anche noi se vogliamo vivere in modo
autentico la vita. Io non posso vivere se non sono accettato e amato. Se invece scopro di essere figlio amato
come Gesù,
domenica 31 agosto 2014
I DOMENICA DOPO IL MARTIRIO ANNO A 2014
Le letture delle domeniche dopo il Martirio di san Giovanni
Battista ruotano intorno ad un tema riassunto dalla domanda di Erode che
compare nel vangelo di oggi: chi è costui? E cioè: chi è Gesù? Una domanda alla
quale, dunque, le letture delle prossime domeniche ci aiuteranno a rispondere.
Di per sé potrebbe apparire una domanda scontata, almeno per noi che siamo qui
e che anche tra poco, nel Credo, sappiamo e diciamo chi è Gesù, altrimenti,
appunto, non saremmo neppure qui. Invece è una domanda tutt’altro che scontata
perché anche noi corriamo il serio rischio di andare avanti anche tutta la vita
a credere in Gesù, a credere che è il Figlio di Dio, ma senza conoscerlo
veramente, e infatti, come ripeto spesso, poi va a finire che pensiamo
domenica 25 maggio 2014
VI di Pasqua
Il vangelo di oggi è il seguito di quello di domenica scorsa
e inizia con questa frase: vi dico tutte queste cose mentre sono ancora presso
di voi. Sono le cose dette da Gesù e riportate dal vangelo di Giovanni nei
capitoli immediatamente precedenti i racconti della passione, e quindi sono un
po’ come il testamento di Gesù. E di cosa ha parlato Gesù in tutta la sua vita
quando ha dimorato presso di noi? In quei trentatre anni in cui è stato al
mondo? Con gesti, segni e parole ci ha spiegato chi è Dio veramente. Che Dio non
è quello che pensano gli uomini. Non è un giudice di cui aver paura pronto a
punirci se sgarriamo; non è uno da tenere buono sennò si arrabbia; non è
nemmeno il mago che ci risolve i problemi o non ce li fa venire. Dio è
onnipotente, ma la sua
domenica 4 maggio 2014
III di Pasqua
Le letture di questa domenica, solo in apparenza possono
sembrare piene di concetti astratti. In realtà descrivono molto bene due modi assai
diversi di vivere il rapporto con Dio e con gli altri. Lo possiamo vivere da
uomini e donne religiosi, o da uomini e donne di fede. E c’è una bella
differenza tra fede e religione. Il cristianesimo non è una religione. Il brano
di vangelo letto oggi è difficile da capire perché è solo un pezzetto di un
racconto più lungo dove si racconta in che modo Giovanni Battista lentamente,
da uomo religioso, diventa un uomo di fede. All’inizio era un uomo
profondamente religioso. Battezzava con l’acqua per far capire che bisognava
convertirsi, morire ai
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