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giovedì 8 luglio 2021
lunedì 5 luglio 2021
VI DOMENICA DOPO PENTECOSTE (ANNO B) 4/07/21
Bellissimo il racconto del libro dell’Esodo. Mosè vede da lontano un roveto che arde per il fuoco, ma non si consuma, e si chiede “perché il roveto non brucia?”. E questa domanda lo mette in cammino, si avvicina: “Voglio avvicinarmi ad osservare questo grande spettacolo”. E cosa scopre Mosè? Che Dio lo
domenica 27 giugno 2021
V DOMENICA DOPO PENTECOSTE (ANNO B) 27/06/21
Dio nessuno lo ha mai visto e può conoscerlo. Per questo, a chi dice di non credere in Dio bisognerebbe chiedere: ma in quale Dio non credi? Ma anche noi che siamo qui e diciamo di credere in Dio dobbiamo rispondere alla stessa domanda. Il problema non è credere o non credere che Dio esiste, ma chi è Dio.
domenica 20 giugno 2021
IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE (ANNO B) 20/06/21
Chi pensa che Dio è severo e punisce chi sgarra, ad una lettura superficiale delle letture di oggi ne avrebbe la conferma: le città di Sodoma e Gomorra vengono distrutte e la moglie di Lot che si era voltata indietro diventa una statua di sale; nella parabola del vangelo Gesù parla di Dio che si comporta
domenica 13 giugno 2021
III DOMENICA DOPO PENTECOSTE (ANNO B) 13/06/21
Capire il nesso che unisce queste letture è facile, ma capire cosa questa Parola eterna di Dio continua a ripetere a noi, uomini e donne che viviamo in una società così diversa da quella in cui queste pagine furono scritte, è molto più difficile. Partiamo dal vangelo dove Gesù sancisce l’indissolubilità del
lunedì 7 giugno 2021
II DOMENICA DOPO PENTECOSTE (ANNO B) 6/06/21
Per quattro volte Gesù, nel Vangelo di oggi, ripete: non preoccupatevi, non siate in ansia, per la vostra vita in generale, per il mangiare, il bere, il vestire. Noi invece siamo sempre in ansia sia per cose serie come il lavoro, i soldi, la salute, le vacanze, il Covid, sia per cose meno serie.
domenica 30 maggio 2021
SS. TRINITA' (ANNO B) 30/05/21
Gesù, quando parlava di Dio, lo chiamava col nome di Padre. Non perché Dio è un maschio. Dio non ha sesso, non è né maschio né femmina. Lo chiamava Padre perché, nella mentalità del suo tempo, si pensava che fosse il padre quello che generava la vita, non la madre. Dire che Dio è Padre vuol dire che
PENTECOSTE ANNO B (23/05/21)
Provate adesso a concentrarvi sul vostro respiro, a sentire l’aria che entra nelle narici o dalla bocca e a sentire l’aria che buttate fuori… (qualche secondo)...
domenica 16 maggio 2021
VII DOMENICA DI PASQUA (dopo Ascensione) ANNO B (16/05/21)
E’ da un po’ di tempo che cerco di studiare un modo diverso di fare le prediche della domenica, e oggi è l’occasione buona per provare a sperimentare un nuovo sistema, che renderà felice chi vuole una predica breve, e forse scontenta non tanto chi apprezza una predica approfondita e non banale, ma
domenica 9 maggio 2021
VI DOMENICA DOPO PASQUA ANNO B (9/05/21)
Le letture di questa domenica hanno fatto nascere in me tre domande che faccio a me stesso e che faccio anche a voi, e sarebbe bello sentire le risposte che ognuno darebbe se non fosse che, facendo così, impiegheremmo chissà quanto tempo.
La prima domanda è questa: cosa vuol dire che Gesù è
risorto? Immediatamente verrebbe da rispondere dicendo: vuol dire che era morto
e poi è tornato a vivere. Invece non è così. Una risposta a questa domanda ce
la dà la pagina degli Atti degli Apostoli che racconta la sua difesa davanti al
re Agrippa. Per Saulo, Dio era uno che comanda, che vuole essere servito, che
ti protegge se gli ubbidisci e ti castiga se non lo fai. E allora, per amore di
questa verità, Saulo voleva eliminare quelli che non erano bravi come lui e che
non credevano nel suo Dio. Chi pensa di avere in mano la verità è molto
pericoloso, soprattutto quando pensa di avere Dio dalla sua parte. Gesù lo
aveva predetto e lo abbiamo letto proprio nel vangelo di oggi: “Viene l’ora in
cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché
non hanno conosciuto né il Padre né me”. Ebbene, lungo il cammino, Saulo sentì
la voce di Gesù che gli diceva: perché mi perseguiti? Pian piano, gli ci volle
del tempo, Saulo capì che Gesù continuava a vivere proprio negli uomini e nelle
donne che avevano creduto in lui e che vivevano amando come Gesù. Capì che Gesù
è vivo perché ha vissuto la sua vita amando, e che l’amore è più forte della
morte. Capisce che l’amore per la verità porta ad uccidere gli altri, e scopre
la verità dell’amore, che è tutto il contrario. Capisce che Dio non è quello
che pensava lui, ma che Dio è solo amore. Ecco dunque cosa vuol dire che Gesù è
risorto: che è sempre vivo, non è non è mai morto, a morire fu solo il suo
corpo, perché chi ama come lui è già risorto, è sempre risorto. E lo stesso
destino di Gesù è riservato a tutti coloro che vivono anche solo una briciola
del suo amore.
Da qui però nasce una seconda domanda, quella che si
fanno le persone che non credono in Gesù, ma che ci facciamo anche noi, e che
più che una domanda esprime un dubbio: è difficile credere che Gesù è risorto,
che prove abbiamo? Nella seconda lettura, Saulo, che ormai era diventato san
Paolo, scrive che Gesù risorto apparve a tantissime persone e, alla fine, anche
a lui. Beati loro, a noi Gesù non è mai apparso. Magari, tutta sta gente aveva
preso un abbaglio, troppo sole, erano ubriachi. Una cosa è certa: la loro vita
cambiò da così a così, prima erano paurosi come conigli, poi divennero
coraggiosi come leoni. Perché? Perché cominciarono a vivere le cose che Gesù
aveva insegnato ed erano felici, erano risorti anche loro. Pensateci un attimo:
noi che prove abbiamo che esiste l’amore? La prova è non è quando uno scrive
una poesia d’amore o dice ti amo, ma quando ama sul serio, quando fa del bene a
qualcuno che non se lo merita. Allora vedete? Non c’è bisogno che ci appaia
Gesù: se noi impariamo a fare quello che Gesù ha detto di fare, ad amare come
lui e, facendo così, sentiamo dentro di noi una grande gioia, vuol dire che
Gesù è davvero risorto, perché siamo noi ad essere risorti. Oltretutto non
dimentichiamo che tutte le apparizioni del Risorto descritte dai vangeli,
compresa quella a Saulo sulla via di Damasco, non sono altro che il tentativo
di esprimere con racconti e parole umane quelle che furono esperienze interiori
difficili da descrivere e che, come tali, è dato anche a noi di poter provare.
Per esempio, la luce che avvolse Saulo e la voce che udì non sono altro che la
Parola di Gesù che se ascoltata e praticata diventa luce per i nostri passi. E
dunque, la prova che Gesù è risorto non ce l’avremo mai attraverso speciali
apparizioni, ma siamo noi col nostro modo di vivere. Mi piace spesso ricordare
l’ironica e feroce accusa del grande filosofo Nietzsche il quale diceva di
essere sicuro che Gesù non era risorto, e la prova ce l’aveva vedendo i
cristiani uscire di chiesa con le facce scure, uguali a come erano entrati.
Vedete allora che la fede non è fare tanti discorsi e uscire di chiesa avendo
imparato una cosa in più, ma è vivere in un modo nuovo. Altrimenti sarebbe come pensare di saper
nuotare perché un insegnante mi ha insegnato tutte le tecniche e i trucchi, e
non avere mai messo in acqua neanche un piede.
Ma questo punto nasce una terza domanda, l’ultima: ma come
si fa a sentire viva la presenza del Risorto nella nostra vita e a vivere o
cercare di vivere come Gesù? È difficile! La risposta ce la dà il Vangelo di
oggi. Gesù dice: quando verrà lo Spirito, egli darà testimonianza di me. Vuol
dire che lo Spirito santo ci ricorda la Parola di Gesù e ci fa sentire nella
mente e nel cuore lo stesso amore di Gesù e del Padre. Lo Spirito santo è come
l’aria buona che si respira in montagna, infatti spirito vuol dire soffio,
aria. Purtroppo noi respiriamo anche molta aria inquinata, cioè ascoltiamo
tantissime parole che ci fanno star male, che generano pensieri negativi, che
ci fanno credere in cose sbagliate. C’è uno spirito buono, che è lo Spirito
santo, e ci sono gli spiriti maligni, infatti Gesù ci ha insegnato a pregare
dicendo al Padre: liberaci dal male, cioè dal maligno. E ha anche detto: quando
preghi, non dire tante parole, ma entra dentro di te, perché Dio è dentro di
te. Noi, invece, che pensiamo di essere più intelligenti di Gesù, non lo
ascoltiamo e facciamo il contrario: quando preghiamo continuiamo a parlare e a
dire preghiere. Tanti maestri della fede hanno insegnato a pregare al ritmo del
respiro. Chiudere gli occhi, e mentre si inspira l’aria pensare a tutti i doni
dello Spirito che Dio soffia dentro di noi. E’ facile capire quali sono: sono
quelli che ci consolano quando siamo tristi (questo vuol dire Spirito
Paraclito) e che ci portano sentimenti di amore, gioia, pace, pazienza,
gentilezza, bontà, dolcezza, mitezza, servizio, perdono. E quando si espira, invece,
bisogna buttare fuori, con l’aria, tutti quegli spiriti del maligno che portano
paura, rabbia, inquietudine, rancore, depressione, egoismo, odio, vendetta,
invidia, gelosia e chi più ne ha ne metta. Non è facile imparare a pregare
così, ma è importante imparare a farlo, proprio per riuscire a sentire dentro
di noi la presenza di Gesù risorto.
E quindi, riassumendo: Gesù risorto vuol dire che è
sempre vivo, perché chi vive amando non muore mai; la prova che Gesù è risorto
siamo noi quando, mettendo in pratica la sua Parola, facendo quello che lui ci
ha insegnato, amando come lui, sentiamo dentro di noi una grande gioia; la
forza per fare tutto questo è lui stesso a darcela con lo Spirito santo, e per
sentire lo Spirito santo dobbiamo far entrare dentro di noi la Parola di Gesù
ed eliminare tutte le altre parole che sono contrarie alla sua.
domenica 2 maggio 2021
V DOMENICA DI PASQUA ANNO B (2/05/21)
Le letture di domenica scorsa erano corte e semplici, mentre oggi sono lunghe (soprattutto la prima) e difficili (il vangelo), e meritano una spiegazione adeguata che rimando all’incontro di lunedì sera che si può seguire via internet. Perciò vorrei proporvi una semplice riflessione che ruota intorno a una parola
domenica 25 aprile 2021
IV DOMENICA DOPO PASQUA (25 aprile 2021)
Nella quarta domenica di Pasqua, conosciuta come domenica del buon Pastore, si celebra la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, e quest’anno cade nell’anno che il Papa ha voluto dedicare a san Giuseppe che, nella sua vita ordinaria, ha compiuto cose straordinarie, e questa è già una prima cosa
III DOMENICA DI PASQUA (18 aprile 2021)
Lunedì sera riprendo a fare le dirette di spiegazione della Parola di Dio della domenica e così avrò modo di spiegare bene questa pagina di vangelo molto bella, importante e assai difficile, perché ci sono dentro delle frasi che se non vengono capite bene portano a credere cose sbagliate. Una di queste è
II DOMENICA DI PASQUA (11 aprile 2021)
Il punto è che per credere non basta che uno ti dica: ho visto il Signore. Io potrei anche dirvi di aver visto gli extraterrestri o la Madonna, ma i casi sono due: o vi fidate ciecamente di me e di quello che vi dico, oppure no, e fino a quando la Madonna o gli extraterrestri non li vedete anche voi, non potete
venerdì 9 aprile 2021
TRIDUO PASQUALE 2021
INTRODUZIONE AL PRIMO GIORNO DEL TRIDUO
Da stasera fino a domenica riviviamo la passione, morte e risurrezione di Gesù, con un’unica celebrazione divisa in tre tempi. Il primo tempo è stasera e dura fino a domani pomeriggio. Gesù istituisce l’eucaristia, e infatti stasera celebriamo la messa. Nel segno dell’eucaristia Gesù anticipa la